Anita canta la canzone romana oggi AlfaMusic
cover of article Genere: Jazz, Musica d'autore, Romano
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Note

Questo CD fa parte di un progetto che ha avuto una lunga gestazione. È stato fortemente voluto dal Maestro Mario Ferraro, violinista, chitarrista ma, soprattutto, poeta dialettale, il cui pensiero rimanda alla lezione socratica, ed è stato, anche, oggetto di studio e raffronto da parte dell’Università la Sapienza di Roma con mostri sacri della poesia dialettale romanesca quali Belli, Pascarella e Trilussa. La sua amicizia con il Maestro Gerardo Iacoucci, pianista, compositore e direttore d’orchestra, e la loro comunione intellettuale ha fatto sì che questo progetto, con l’aggiunta di una cantante di spessore come Anita, prendesse forma.

Con il brano “Nun ereno buscie” che apre il CD si entra subito nell’atmosfera romanesca: canzone gioviale che in alcuni passaggi riporta a Gabriella Ferri, ma che fa già capire la timbrica vocale della cantante. I brani scorrono in una luce crepuscolare, intima, con la voce di Anita che la fa da padrona, ora abbassandosi (Fratello), ora alzandosi (Momento de felicità, Va a morì ammazzato) dividendo il CD in due parti, e qualificando la seconda con influenze jazz e soul che sono proprio una delle novità del progetto.

La forza di Anita è anche l’interpretazione della canzone: mentre la ascolti cantare riesci a immaginare le varie espressioni del viso, un’attrice oltre che cantante. Da musicista impeccabile Iacoucci la segue con maestria, senza giri virtuosi, discreto nel suo ruolo, conoscendo perfettamente la cantante, la asseconda creandole un tappeto musicale adatto al suo stile ed alle sue tonalità.

I testi, a ben leggerli, sono un misto di poesia, amore e storie di vita (“Divorzio”, “Settembre triste”) dove è molto facile riconoscersi, perché sono situazioni sempre attuali che qui, scritte in maniera semplice, fanno capire come sarebbe facile superarle mettendo da parte l’orgoglio, la presunzione, abbandonando tutti quei fronzoli che fanno parte dell’apparire e non dell’essere.

Oggi questo CD rappresenta una sorta di testamento del Maestro Ferraro (scomparso recentemente) che amava evidenziare, in forma artistica, le problematiche quotidiane.

Gianni Piola