Il rumore del mondo  Novità  Overdrive
cover of article Genere: Indie, Musica d'autore
1.Come rondini
2.Tu chi sei? Da dove vieni?
3.Guido, l'incompreso
4.Discorso immaginario con Azhar
5....e sale quanto basta
6.I giorni del non-amore
7.In nessun altro posto
8.Rùanzu, il cane
9.L'ultima canzone

WG Image CD USD 24.10

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Note

"Il rumore del mondo" segue a distanza di tre anni "Affetti con note a margine". Carmine Torchia torna all’opera con un disco necessario, fuori dagli schemi rispetto al mercato discografico italiano contemporaneo ma proprio per questo capace di calzare a pennello i tempi che corrono e di raccontare il mondo esteriore e interiore con raffinatezza, tatto e spirito critico.

Torchia rinvigorisce la tradizione italiana cantautorale senza appiattirsi sugli stilemi più conosciuti del genere ma proponendo con personalità una propria via alla canzone d’autore, che sa guardare alle influenze estere e arricchirsi di scelte strumentali curate e mai in secondo piano rispetto all’aspetto lirico.

Sia che si affidi a poche note di chitarra, sia che confezioni i propri brani con organi hammond, synth frizzanti o batterie incalzanti, l’artista calabrese mostra una capacità di scrittura pregevole e sapiente.

Da un punto di vista lirico, ancora una volta Carmine riesce a disegnare un mosaico multisfaccettato di emozioni e racconti: dalle storie di migranti di 'Come rondini' al tributo accorato a Peppino Impastato di '...e sale quanto basta', passando per la nostalgia di un amore appiattita dalla routine di 'Guido, l’incompreso' o per l’ispirazione che da un poema di Le Corbusier ha portato a 'Tu chi sei? Da dove vieni?' l’artista di Sersale narra gesta umane carpendone i tratti più intimi, gli istinti più sopiti e i particolari meno prevedibili.

Lì dove gli altri usano retorica, Carmine trova originalità; laddove appare solo semplice quotidianità, Torchia svela la poesia. In coda poi, ne 'L’ultima canzone', un testo inedito di Léo Ferré, tradotto per Torchia dalla figlia dello chansonnier, Manuela, viene portato a nuova vita, come se provenisse da un altrove indecifrabile ma proprio per questo terreno.

Anche l’artwork del disco è a cura del musicista e ritrae il cane anarchico e sociale narrato in 'Rùanzu, il cane', a conferma dell’estro poliedrico dell’artista calabrese.

'Il rumore del mondo' è un disco che pone domande e cerca risposte, regala poesia e sa trovare sempre un pizzico di agrodolce ironia. Come la vita.