Low & Loud Felmay
cover of article Genere: Classico, Contemporaneo
Tracklist non disponibile

WG Image CD USD 33.20

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Note

"Low & Loud" è il nuovo lavoro di Arturo Stàlteri, un omaggio al pianoforte vissuto in maniera totale, sfruttando le numerose sfumature timbriche e dinamiche che lo strumento è in grado di offrire, in un repertorio dove il compositore romano può dare spazio alle sue passioni classiche (Bach, Pachelbel), rock (Rolling Stones) , alle esperienze passate (Rino Gaetano) e alla sua originale vena compositiva.

Il titolo può essere tradotto come Piano e Forte, anche se in inglese low indica soprattutto il termine basso, in tutte le sue accezioni (come volume basso o bassa frequenza). Questo particolare vocabolo non è stato scelto né usato per caso: nel disco, infatti, il pianista romano ha voluto porre l’attenzione su quelle frequenze che nascono dopo aver utilizzato ogni singolo tasto dello strumento, creando altri suoni ben evidenziati nel CD grazie ad un attento lavoro di post produzione.

Dodici tracce, otto dello stesso Stàlteri, e quattro omaggi ad altri compositori, in un CD in cui convivono più fonti di ispirazione, dalla passione per la Terra di Mezzo di J. R. R. Tolkien ("Un viaggio inaspettato"), al mondo celtico e dell’infanzia raccontati in "The Quiet Road to the Sea" (A Lullaby), passando attraverso il mai sopito amore per il Natale di "Christmas Day", senza dimenticare l’ossessione del compositore per il passare inesorabile del tempo, che ci trascina vorticosamente con sé senza lasciarci via d’uscita ("La vertigine del tempo"), fino a giungere ai confini con altri mondi ("Another Land").

L’artista omaggia inoltre J.S. Bach, improvvisando sul celebre corale "Wachet auf, ruft uns die Stimme", e rivisita alla sua maniera "Lady Jane" dei Rolling Stones, uno dei brani più “classicheggianti” della band inglese, che comprende infatti nella sua versione originale strumenti come il clavicembalo e il dulcimer. Si rivolge poi al Rino Gaetano di "Agapito Malteni il ferroviere", in ricordo della sua collaborazione con l’indimenticabile cantautore calabrese avvenuta negli anni settanta (suoi il pianoforte e le tastiere de "Ma il cielo è sempre più blu" e dei successivi album "Mio fratello è figlio unico" e "Aida"). Per questa sua rilettura Arturo ha addirittura scomodato Fryderyk Chopin, inserendo nel brano un momento dallo Studio In Fa Minore Op.10 N°9. L’album si chiude con la rielaborazione per tre pianoforti del celebre "Canone in Re Maggiore" di Johann Pachelbel, scritto alla fine del ‘600, in origine per tre violini e basso continuo.

Suona piano, suona forte, ma suona. Libera il tuo inconscio.
(Arturo Stàlteri da “The Low & Loud Chronicles”)