Che aria tira Alabianca
cover of article Genere: Ethno, Musica d'autore, Rock
1.Che aria tira (feat. Mikrokosmos)
2.La nave dei veleni
3.Crotone (feat. Fabrizio Moro)
4.Vento di Scirocco
5.Qualcuno mi ha detto
6.Ho visto gente lavorare
7.Vita detenuta
8.Alì Ochialì (feat. Canceli Basak)
9.Terapia sociale
10.La poltrona

WG Image CD CHF 22.40

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Note

10 nuovi brani con vari special guest: Fabrizio Moro, Carlo Lucarelli, Ali Ochali, Canceli Basak, Mikrokosmos-Coro Multietnico di Bologna. Gli ultimi anni pieni di successi e riconoscimenti: nomination al David di Donatello con il brano 'Onda Calabra'; nomination al premio Amnesty International con 'Giorgio'; selezione per i mille brani della storia della canzone italiana con 'L’imperatore'. Oltre 100 concerti in Italia ed Europa e in America con il 'Magnagrecia Tour'. Nel 2013 il Parto delle Nuvole Pesanti torna con il suo nuovo progetto discografico, dal titolo ironicamente esplorativo 'Che aria tira'. Un album che, per la band calabro-emiliana, segna un’ulteriore evoluzione musicale tra solchi acustici, incursioni rock e suoni elettronici, dove il tamburello dialoga non solo con la chitarra elettrica ma anche con il computer e il mandolino suona note come fresche gocce di pioggia nella calda terra mediterranea. Salvatore De Siena, Amerigo Sirianni e Mimmo Crudo con la storica collaborazione di Antonio Rimedio e Manuel Franco hanno confezionato un album che raccoglie l’esperienza ventennale di musica, cinema e teatro. Il lavoro contiene dieci sguardi ironici ed amorevoli sul nostro tempo. Un album di 'Musica Socialmente Utile' che affronta con passione temi sociali che vanno dalla mafia all’ambiente, dal lavoro al carcere, fino al razzismo e al conflitto di culture e religioni. Ma 'Che aria tira' è anche un disco che scandaglia a fondo nell’animo umano alla ricerca del senso del vivere nell’epoca della globalizzazione. Apre l’album l’omonima canzone 'Che aria tira', che con il suo piglio dissacrante mette a nudo le nuove favole del sesso, successo e finanza ed elegge Balotelli a simbolo contro il razzismo. 'La nave dei veleni' ispirata al libro Navi a perdere di Carlo Lucarelli (che recita anche dei versi nel brano) segue la rotta dell’ecomafia. Ancora sull’ambiente insiste 'Crotone' che affonda gli artigli nella devastazione ambientale dell’Italia da Casale Monferrato a Napoli e da Taranto a Crotone. Ma 'Vento di Scirocco' esplora anche i colori, le emozioni e le speranze del Sud. Sprofonda nell’anima invece la delicata 'Qualcuno mi ha detto', ispirata alla poesia 'Il più bello dei mari' di Nazim Hikmet, che cerca il senso della vita lungo la via dell’amore. 'Ho visto gente lavorare' è dedicata alle vittime sul lavoro mentre 'Vita detenuta' sussurra le voci suicide del carcere. 'Alì Ochalì' racconta la storia del grande condottiero ottomano di origine calabrese, eroe della battaglia di Lepanto, convertitosi all’Islam per liberare la Calabria dalla dominazione spagnola. 'Terapia sociale' punta il dito contro il delirio della scienza e dell’economia, della perfezione estetica e della vita infinita. Chiude l’album 'La poltrona', una sarcastica filastrocca sul potere.