Epistolario 1920-1961 Cineteca di Bologna
cover of article Reparto: Biografie, Cinema/Spettacolo

Descrizione

A cura di: Caterina d'Amico de Carvalho e Alessandra Favino

"Io penso che i migliori caratteri della nostra cinematografia non siano soltanto i visi della gente presa dalla strada, le strade e le piazze italiane, la vita italiana, insomma, attuale ma qualcosa di più essenziale, cioè la possibilità di guardare dentro alle passioni umane senza ombra di convenzionalità e costrizioni di formule retoriche."
Luchino Visconti, lettera a Farley Granger, estate 1953

Luchino Visconti attraverso le sue lettere, quelle scritte e quelle ricevute nel corso di una carriera che ha segnato in maniera indelebile l’arte, lo spettacolo e il cinema del Novecento. Primo di due monumentali volumi, questo libro copre gli anni dal 1937 al 1961 (con un piccolo antefatto nel 1920). Un periodo cruciale per la nascita e la consacrazione del mito Visconti: dall’apprendistato con Renoir alla resistenza negli anni del fascismo, dalle memorabili regie teatrali e operistiche alle fortune cinematografiche, dall’‘invenzione’ del neorealismo con Ossessione fino al capolavoro definitivo "Rocco e i suoi fratelli". Le lettere sono poco più di settecento: a dialogare con il regista personalità del calibro di Maria Callas, Franco Zeffirelli, Vittorio Gassman, Ingrid Bergman, Michelangelo Antonioni, Salvador Dalí, Cesare Zavattini, Suso Cecchi d’Amico, insieme a tanti altri attori, registi, scrittori, produttori, impresari, politici, maestranze di cinema e teatro. Un concerto con circa duecento strumenti intorno a un unico maestro, un’occasione rara per scoprire, attraverso le parole di Visconti e di chi ha avuto la possibilità di conoscerlo e collaborare con lui, il modo di lavorare, di pensare, di agire di un personaggio unico, capace con la sua visione di in influenzare la storia culturale del nostro paese.
WG Image Libro CHF 47.30

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Dettagli/Note

Collana: Il cinema ritrovato