Viva Santa Liberata - Sicilian Women Folksongs Felmay
cover of article Genre: Folk, Siciliano
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WG Image CD CHF 26.50

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Remarques

Il titolo di questo album di Matilde Politi, "Viva Santa Liberata", rimanda subito al tipico inneggiare tradizionale dei siciliani alla propria santa patrona di riferimento. Questa Liberata, però, non è la santa patrona di alcun luogo in particolare dal momento che Matilde non si riferisce alla Santa Liberata dell’agiografia ufficiale, che pure esiste e presenta dei caratteri simbolici molto interessanti (protettrice del parto e delle puerpere, o donna barbuta e crocifissa...), ma piuttosto intende provocare la riflessione sull’ossimoro ed il contrasto tra la libertà e la santità, tra la vitalità naturale femminile e la regola sociale e culturale patriarcale che la argina. I brani qui raccolti sono frutto della ricerca d’archivio e dell’elaborazione di Matilde su quella parte del repertorio tradizionale siciliano che si trova, potremmo dire, “in ombra”, come il canto narrativo (Storia di Ginuveffa) che fa da filo conduttore dell’album, o come i repertori vocali femminili (Lidia), il canto dal profondo della terra dei solfatari di Grotte (Gruttisa), il canto liberatorio dei contadini della Sicilia centrale (Curnuti), l’inno di riscatto degli ultimi (La cuda qualchi vota si fa testa). Se la Sicilia del sole, del grano e dei colori sgargianti, nota al mondo e riconoscibile nei suoi tratti, è la faccia della cultura patriarcale e mascolina, Matilde Politi vuole qui svelare l’altra faccia della Sicilia, quella dell’ombra, dei boschi frondosi e delle loro acque nascoste, delle grotte umide, come quella in cui trova rifugio Ginuveffa, come tante altre “sante”, perseguitata dalla imbecille violenza maschile. Lo stile, come in tutte le produzioni discografiche di Politi, rimane il più vicino possibile alla tradizione. Dunque solo strumenti acustici, il minimo indispensabile, la voce, le voci che si intrecciano, corde di chitarra, violino, mandolino, pelle di tamburo, gli armonici del marranzano, e un organetto per uscire a un tratto dall’incantesimo e liberare l’energia danzando.