La prosecuzione della poesia con altri mezzi Riff Records
cover of article Genre: Elettronico, Musica d'autore, Sperimentale
1.Interstizio 2 (con Luca Lezziero, Bienoise)
2.Desiderio I (con Davide Invena, Stefano Giovannardi, Lagash)
3.Orfeo 2 (con Lorenzo Monguzzi, Alessandra Bossa)
4.La prosecuzione della poesia con altri mezzi (con Gianluca Secco, Cesare Malfatti)
5.Desiderio IV 3 (con Mauro Ermanno Giovanardi, Luca Olivieri)
6.La prosecuzione della poesia con altri mezzi 2 (con Sarah Stride, Harptical, Riccardo Sinigallia)
7.Desiderio I 2 (con Andrea Chimenti, Leziero Rescigno, Lagash)
8.Orfeo (con Edda, Davide Arneodo)
9.Interstizio 3 (con Max Casacci, Davide Tomat)
10.Desiderio IV (con Dany Greggio, Stefano Ghittoni, Howie B, Zakary Bernstein)
11.La prosecuzione della poesia con altri mezzi 4 (con Mara Redeghieri, Noirêve)
12.Deiderio IV 4 (con Chiara Castello, Alessandro Commisso)
13.La prosecuzione della poesia con altri mezzi 3 (con Barbara Cavaleri, Giorgio Prette)
14.Euridice (con Federica Fracassi, Frnkbrt)
15.Interstizio 1 (con Sonambient, Lory Muratti, Zeno Gabaglio)
16.Desiderio IV 2 (con Alessandro Grazian, Fricat, Xavier Iriondo)
17.Please, Close Your Es

WG Image CD CHF 24.00

Remarques

La forma canzone si evolve incontrando modalità e strutture dell’arte contemporanea e si addentra nei territori della psicanalisi insieme a 36 tra gli artisti più creativi della scena musicale italiana. Un progetto elettronico, evoluto, con interventi prestigiosi. Il titolo è - parafrasando von Clausewitz – "La prosecuzione della poesia con altri mezzi" e il lavoro è stato concepito chiedendo ad ognuno di partecipare con un campione sonoro a propria scelta, senza nessun vincolo di velocità, timbro, armonia, melodia. Analogamente, agli interpreti vocali è stato chiesto di individuare uno tra cinque brevi testi che hanno come tema la psicanalisi. Anche in questo caso la scelta della tonalità e della linea melodica sono stati completamente liberi. Le tracce sono state costruite utilizzando tutto il materiale sonoro pervenuto partendo dall'asserzione di Joan Mirò secondo il quale "è la materia che detta l'opera, che la impone”.