Johannes Brahms - 21 Hungarian Dances WoO 1 for piano 4 hands  Nouveauté  Da Vinci Classics
cover of article Genre: Classico
Tracklist non disponible

WG Image CD USD 29.90

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Remarques

Brahms è un compositore estremamente noto che certo non ha bisogno di una lunga presentazione, né tantomeno le sue opere sono mai passate inosservate nel grande mare che è il concertismo internazionale odierno. Eppure, ci sono composizioni ad oggi ancora inesplorate se pur tremendamente note. A vivere questa particolare contradizione sono sicuramente le sue Danze Ungheresi nella loro versione originale per pianoforte a 4 mani che, divise in 4 libri e composte in due anni diversi, rappresentano forse le melodie più note a cui viene associato l’autore ma che quasi mai vengono effettivamente proposte così come l’autore, o per meglio dire, revisore, le aveva originariamente pensate. Altra contradizione sarebbe che quasi nessuna di queste melodie è stata effettivamente composta da Brahms stesso, se non in alcuni casi, ma il nome di Brahms era tale che vennero da subito associate a lui direttamente, del resto il mimetismo in cui egli stesso si calò nel repertorio ungherese in molte altre composizioni fu tale che queste musiche non si discostavano molto dai ritmi che spesso potevano udirsi in altre sue composizioni da camera come, ad esempio, i quartetti per pianoforte. Sia come sia, queste opere hanno ormai un posto preciso nell’immaginario comune come opera genuinamente autentica e del resto mantengono un’impronta brahmsiana così forte che anche ascoltando la melodia da cui è tratta a volte si stenta quasi a riconoscere la matrice da cui egli partì. A proporcele nella loro versione integrale è un duo di pianoforte 4 mani che da anni suona ed interpreta queste composizioni: il pianista David Boldrini e la pianista Manila Santini. Entrambi portano in queste pagine la loro ormai più che collaudata esperienza, proponendo un’idea interpretativa quasi unica oggi, costruita su piani di muscolarità, virtuosismo e precisione, aspetti che rendono queste danze vive come non mai. I due pianisti sono in grado di evocare perfettamente la natura “danzante” e “popolare” di ogni brano, nato all’interno di una tradizione che la sala da concerto ha a poco a poco “slavato” ed imbellito e che ritrova invece qui la sua primigenie natura legata alla terra ed alla gente che in essa viveva.