Comaneci 2018
Rob a Bank (Vinile) Tannen Records
cover of article Genre: Folk, Post-Rock
Tracklist non disponible

WG Image LP USD 48.70

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Remarques

Fin troppo facile parlare di disco della maturità, a 15 anni dall’esordio, al quarto lavoro sulla lunga distanza, ma il nuovo album dei Comaneci è senza dubbio il più complesso, e soprattutto completo, della loro carriera, il più riuscito nel portare avanti questa strana commistione tra melodia, canzone folk e attitudine sperimentale.

“Rob a Bank” è anche il primo lavoro a essere, perlomeno nel risultato finale, frutto evidente di una vera e propria band, grazie in particolare all’inserimento alla batteria e percussioni di Simone Cavina. Cavina affianca naturalmente la già affiatata coppia che porta avanti la ragione sociale Comaneci da quasi dieci anni, quella composta dal chitarrista (e molto altro) cesenaticense Glauco Salvo e dalla cantante (qui, come nei live della band, anche a chitarra e piano elettrico) ravennate Francesca Amati, che i Comaneci li ha fondati nell’ormai lontano 2005.

Le 12 canzoni di “Rob a Bank” - affascinante già a partire dalla copertina grazie all’artwork curato dall’illustratrice Mara Cerri - rappresentano una sorta di summa dell’arte musicale dei Comaneci, arte che prende ispirazione in primis dall’America (delizioso il banjo in ‘Lovers’) e in particolare da un blues primitivo aggiornato al presente, con l’ausilio anche di un’elettronica povera che è spesso il valore aggiunto di molti brani, anche solo grazie a fruscii di sottofondo (l’iniziale ‘I Want You All’ pare quasi una dichiarazione d’intenti).

Un viaggio sonoro che parte dai Califone e arriva fin quasi a Bristol nei momenti più astratti, senza disdegnarne altri più immediati, torch songs o canzoni dal sapore perfino bucolico.