Shinnen Dasè Sound Lab
cover of article Genre: Jazz
Tracklist non disponible

WG Image CD USD 25.80

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Remarques

"Shinnen" è il disco di esordio di Riccardo Lovatto come bandleader. Se la composizione dei brani si basa su un metodo di scrittura musicale creato dal chitarrista per tradurre gli ideogrammi giapponesi in frasi musicali, il risultato è un modern mainstream jazz nelle cui pieghe possiamo ritrovare sapori diversi e ispirazioni ai tanti autori divenuti ormai classici e, a maggior ragione, storicizzati e consolidati nella griglia di ascolti di un musicista nato nel 1988 - come, appunto, è Lovatto - e alle prese con esperienze di buon livello in giro per il mondo.

La conduzione di Lovatto alterna con fluidità momenti riflessivi e passaggi incalzanti. La formazione segue in modo compatto e ben equilibrato il dettato delle composizioni. Il riferimento esterno - la sopracitata traduzione degli ideogrammi giapponesi - diventa così l'innesco per un interplay frizzante e sempre propositivo. Lovatto, Mazza, Tagliavia e Rossi hanno dato vita a questa collaborazione ormai cinque anni fa e la reciproca confidenza si riflette nelle tracce di "Shinnen".

Nelle note di copertina, Lovatto propone due traduzioni del termine nipponico, vale a dire "anno nuovo" e "convinzione". L'ascolto del disco fa risaltare in modo più evidente la seconda: essendo il primo disco a proprio nome del leader si da per assodata la tensione di un inizio, di una partenza, mentre la disponibilità a mettersi al servizio dei brani e dei propri compagni di avventura testimoniano la convinzione, appunto, nel materiale presentato e la disposizione a farne il punto di partenza per un lavoro comune.

Il quartetto guidato da chitarra e pianoforte è una line up sobria e densa, al tempo stesso. Se la presenza di due strumenti armonici assicura sempre il sostegno al solista di turno, l'impatto complessivo si calibra sulle dinamiche più contenute fornite dai due strumenti. È una caratteristica che viene tenuta presente in Shinnen e che il quartetto sfrutta in modo agile, grazie alla scelta di utilizzare quasi costantemente suoni puliti, grazie all'intenzione di non sovrapporre quasi mai gli elementi in modo confuso, grazie alla scelta di compiere i propri passi senza mai allungare troppo la gamba in modo velleitario.