Arkesia 2021
The Wheel of the Year PLAYaudio
cover of article Género: Celtico, Ethno
1.In Praise of Christmas
2.Yule
3.Winter Jig
4.Imbolc
5.Ostara (feat. Tony Esposito)
6.Aengus and Caer
7.Beltane
8.The Passage - The Ascent of Persephone
9.Scarborough Fair
10.Elfin Knight
11.Litha
12.Lughnasadh (The Wedding)
13.The Passage - The Descent of Persephone
14.Mabon Song
15.Samhain Song
16.Anna - Is Breà Liom Tù

WG Image CD CHF 23.60

Notas

Era tempo di Halloween e Silvia Bilotti (voce del duo Arkesia), come ogni anno, era dispiaciuta dal luogo comune, che impazza in quel periodo, secondo il quale Halloween sarebbe una festa americana “d’importazione”, legata al consumismo o, peggio, al “satanismo”. Halloween è in realtà la festa di Samhain, il capodanno celtico, quando la Ruota dell’Anno, compiuto il proprio giro, si ferma per una notte (una notte che, quindi, resta “fuori dal tempo”, dove il tempo non esiste), per poi ricominciare a girare, dando inizio al nuovo ciclo. Durante quella notte senza tempo, la guerriera Scathach solleva lo scudo con cui tiene separati i due Mondi, affinché il Sole possa passare Aldilà. Approfittando di quel passaggio, gli spiriti dei defunti, che vivono in Altromondo, ritornano a visitare le proprie case e i propri cari, che illuminano loro la strada con lumi e lanterne (da qui la leggenda di Jack O’ Lantern). Fu dopo l’istituzione da parte di Gregorio IV della festa d’Ognissanti, che la ricorrenza prese il nome di Halloween (“All Hallows’ Day”, “Notte di tutti gli spiriti sacri” o “Vigilia di Ognissanti”). Stefano aveva composto un tema celtico e allora Silvia scrisse un testo per raccontare la storia dello spirito di una donna che solo nella notte di Samhain può ricongiungersi all’amato, che vive ancora in Questomomdo. Da qui nacque l’idea di comporre un brano per ogni festività ancestrale celtico-germanica. Lo scopo era quello di ricordare come alla base di quasi tutte le festività che oggi celebriamo, sopravvivano, spesso disconosciuti, simboli e rituali antichissimi, che accomunano i popoli nel tempo e nello spazio. Siamo entrambi molto legati a ognuno dei brani, per tanti motivi. Dovendo proprio scegliere, Silvia ha una predilezione per “Mabon”, per il “valzer” e per il contenuto profondamente mistico del testo, Stefano invece “Imbolc”, per la ricchezza degli intrecci melodici, sia strumentali che vocali. Il nostro più grande ringraziamento va a Tony Esposito, che ha amato subito questo disco. Con immensa generosità artistica, ha suonato le percussioni nel brano Ostara e ha sostenuto (e sostiene) il nostro progetto.