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cover of article Género: Jazz
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WG Image CD CHF 24.90

Notas

Da qualche anno Vittorio Cuculo percorre in lungo e in largo le strade del jazz. Con passione ed entusiasmo, rispetto e voglia di esserci, non si tira indietro davanti a nessuna situazione. Nel suo già ricco percorso, nonostante la giovane età, lo abbiamo visto cimentarsi in avventure da leader alla guida dei suoi combo, in incontri con affermati musicisti, in infuocate jam session, in importanti organici orchestrali (da “Siena Jazz Univesity Orchestra” diretta dal sottoscritto, alla “New Talents Orchestra” di Mario Corvini, fino alla “Orchestra Nazionale Jazz – Giovani Talenti” diretta da Paolo Damiani). Questa intensissima attività lo ha portato a una rapidissima maturazione, di cui possiamo godere i frutti in questa vera e propria opera prima. […] Il classico quartetto jazz è probabilmente l’ambiente sonoro ideale per Vittorio Cuculo, il territorio in cui può esaltare le sue qualità espressive, poetiche, tecniche: è il luogo in cui dispiegare la sua intensa voce strumentale al sax alto e al soprano, dare libero flusso al suo fraseggio a volte misurato e intenso, a volte torrenziale e inarrestabile, sicuramente impressionante per la quantità e la qualità delle idee che propone, sviluppa, intreccia nei suoi percorsi improvvisativi. Al pianoforte l’ottimo Danilo Blaiotta il quale, oltre a fornire un sostegno armonico e ritmico efficacissimo, negli assoli offre un grande contributo alla riuscita dei brani, muovendosi con energia ed eleganza. Il contrabbasso è imbracciato da Enrico Mianulli, collaboratore assiduo del sassofonista: è lui a dettare il flusso del timing con autorevolezza, energia e il giusto relax, grazie al suo solido sound. La grande sorpresa la troviamo tra i tamburi e i piatti della batteria: per una personalità come Gegè Munari è perfino difficile trovare nuovi aggettivi, dopo la sua carriera pluridecennale ricca di collaborazioni internazionali e nazionali. […] Il repertorio è estremamente vario: il quartetto snocciola uno dopo l’altro standard della tradizione del jazz (tra cui una vertiginosa versione di Cherokee di parkeriana memoria), brani di grandi autori (di Ellington e Monk, ma anche di Enrico Pieranunzi), belle composizioni originali dei componenti del quartetto (due a firma di Enrico Mianulli e una di Danilo Blaiotta), la canzone d’autore italiana precedentemente citata. Infine, in questa registrazione Vittorio mi ha voluto onorare dell’esecuzione di una mia composizione, il brano-mantra suonato tante volte con tante orchestre italiane Ce La Posso Fare, dandone insieme al suo quartetto una lettura densa di swing e di energia: grazie di cuore!

Roberto Spadoni