Sto tutto fusion Jesce Sole
cover of article Género: Ethno, Hip Hop, Napoletano
1.Bolevo veggae
2.Giorno migliore
3.Followers
4.Il campanella
5.Stai fusion
6.Fòre
7.Se chiamma ammore
8.Bedroom
9.A tempo
10.Mpasta

WG Image CD CHF 20.60

Notas

A otto anni dalla pubblicazione di “Fratamme’”, non senza incursioni sulla scena musicale nazionale con singoli di grande successo come "O Bongo" e "O munno che sento", il percussautore partenopeo, Ciccio Merolla ritorna con un nuovo album.

10 brani che si srotolano, si rincorrono, si intrecciano creando un discorso articolato, meticcio, in cui i pezzi strumentali come “Il campanello” (scatenatissima Cumbia) e “Bedroom” (sensuale, agrumato intreccio di Sicilia e Medio Oriente) si incastonano come piccole gemme tra lo scorrere della sonorità della lingua napoletana di cui sono composti tutti i brani ad eccezione della canzone d’amore declinata in italiano “Giorno migliore” (Reggaeton feat. PeppOh) e “A tempo” in cui la lingua napoletana si amalgama con frasi in italiano in un ritmo che rimanda al Merolla di Kokoro e in cui il musicista ricorda quando Nanà Vasconcellos era uno dei punti di riferimento dei suoi esordi.

Il disco si apre con “Bolevo veggae” (titolo rigorosamente pronunciato con R gutturale, meglio conosciuta come R moscia), un bolero che invita al cambiamento, ispirato al pensiero di Eraclito, il filosofo del divenire; in “Followers” usa invece le sue rime come affondo contro la mania dei social network. Anche il brano “Stai fusion” (sonorità Afro-Beat che strizzano l'occhio a Joe Zawinul e Fela Kuti) è una critica spietata contro la società odierna attraverso un’arma congeniale a Merolla che usa l’ironia per raccontare il dramma umano di chi è emarginato da una società che corre e non si volta a guardare chi è più debole, il sensibile, il diverso.