Alia 2018
Giraffe  Novedad  Pippola Music
cover of article Género: Musica d'autore, Pop
1.L'attraverso
2.Giraffe (feat. Patrizia Laquidara)
3.La teoria del colore
4.Camaiore
5.Alessandra (feat. Femina Ridens)
6.L'India, i bambini
7.Madonna dell'umiltà
8.Sei donne (feat. Elisabetta Salvatori)
9.Monviso
10.Verso Santiago (feat. Martina Agnoletti)

WG Image CD USD 31.80

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Notas

“Giraffe” è il nuovo album di Alia, la figura musicale dietro cui si cela il musicista bergamasco Alessandro Curcio. Un lavoro che arriva a quattro anni dal debutto “Asteroidi” (2014) e dopo la pubblicazione a dicembre 2016 per Pippola Music del 45 giri digitale “La lista delle buone intenzioni”, a segnare un punto di svolta nel percorso artistico di Alessandro Curcio verso una forma di pop d'autore più matura e compiuta.

Nei brani c'è una verticalità ricorrente. Accompagnata dalla sfida di trattare argomenti spirituali con lievità, lontano da ogni propensione dottrinaria ma straordinariamente vicino ad una dimensione umana individuale e universale. "L'attraverso" invita ad essere consapevoli dell'appartenenza alla natura e alla sua caducità muovendosi su un funk melódico, come lo chiamerebbe Caetano Veloso. “La teoria del colore” accenna all'inevitabilità della fine su una quadratura pop da manuale e una serena metafora prelevata dalla moda (“Non mi spavento più / Conosco la teoria del colore”) fra citazioni programmatiche di Umberto Bindi e Mango. La title-track, con la sua melodia raffinata, lascia sbocciare e incrociarsi le voci del titolare e di Laquidara (“in fondo Dio non è che un motivo, per guardare in alto e ci devi passare”). La fotografia emotiva di “Monviso”, una bossa-nova mascherata, racconta il rapporto fra padri e figli, in cielo come in terra. E poi l'estro visionario di “Alessandra” quale brano su un amore universale e deflagrante. Il ritorno ad una dimensione più orizzontale di “L'India, i bambini”, autentica canzone di protesta sulla confusione di valori del contemporaneo. A fare il paio con la delicatezza di “Sei donne”, ovvero un synth-pop dilatato quantomai attuale nel suo mettere al centro la lingua e la comunicazione fra culture differenti. L'umiltà come misura del valore in “Madonna dell'umiltà”, dedicata alla folk-singer Judee Sill e arrangiata su una reminescenza Mina Studio Uno. Un'intensa ballad sulla mancanza di una persona che amiamo quale è “Camaiore”. L'uptempo rallentato e riflessivo di “Verso Santiago”, chiusura di un disco che non risparmia temi importanti porgendoli all'ascoltatore con la leggerezza e la semplicità di chi sa cesellare i suoni e le parole.