AmbrOsino 2018
Edicola votiva  Novedad  FullHeads
cover of article Género: Musica d'autore, Napoletano
1.Pure si perdo 'o tiempo
2.Mo basta m'abbasta
3.Ajere
4.Na mullica 'e pane
5.A casa
6.A notte fa paura
7.Palla 'e vrite
8.Notte 'e paraviso
9.Aria fritta
10.Je resto ancora

WG Image CD USD 21.40

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Notas

"Edicola votiva" è il titolo del secondo disco di AmbrOsino interamente cantato in lingua napoletana. Si presenta come un piccolo "spazio sacro" dentro il quale si riflette e si articola l’esistenza del cantautore di San Giorgio a Cremano. Canzoni come foto istantanee tra il colore e il bianco e nero, piccoli flash monografici che narrano il percorso di vita di un ragazzo in un preciso periodo storico, all'interno del quale si evolve e si modifica il tessuto sociale di una città scoppiettante e mai doma. in questo viaggio temporale, AmbrOsino racconta un'umanità che abita una Napoli sanguigna, operosa, accogliente, generosa, ma anche spigolosa, ruvida e immite. Scorrono così le immagini ‐ talvolta sfocate ‐ di un’essenza: la pioggia che bagna una partita di calcio tra ragazzini, le ginocchia nere, le voci che "alluccano" al terremoto, le figurine di Maradona, le occupazioni studentesche, il cinema e il sound degli anni '70 e '80; ma anche le religioni che risiedono i vicoli, il sacro e il profano, il disagio giovanile dei giorni nostri e gli amori nati nelle strade del centro tra le spezie delle cucine del mondo e l'aria fritta dei "cuoppi". E così come le edicole votive ‐ illuminando i santi ‐ illuminano gli angoli dei vicoli per orientare chi ci abita, con questo disco AmbrOsino vuole dare luce alle sue memorie angolari, alla consapevole assennatezza, ai suoi punti fermi; prima di rimuovere gli ormeggi e riprendere il viaggio. L'accezione del disco, non a caso, è tutta nell’incipit della prima traccia: "e mo' che vulisse / che je fosse tutto chell' ca' nun aggio visto? / e mo' che vulisse / che je fosse tutto chell' ca' nun aggio 'ntiso? " Una ouverture che apre e che, volendo, chiude il viaggio; la voce narrante nel centro della storia e che attraverso gli occhi di chi l'ha vissuta e di chi ne fa parte ancora, intende provare a disegnare un futuro. Il suo futuro. Le bellissime foto di copertina sono di Emanuela Gasparri.