Ugo Mazzei 2009
Pubblico e privato Interbeat
cover of article Género: Cantautoriale
1.Lucciole sulla Salaria
2.L'Italia che se ne va
3.Buonanotte Milord
4.Al terzo binario
5.Scambi di tango
6.E intanto lei
7.Brigida
8.L'aviatore
9.Me a metà
10.Amore dell'ultima scena
11.L'aurora di New York
12.La suite delle mie notti andate via
13.Quando parlo di lei
14.L'unico amore

WG Image CD CHF 23.90

Notas

Pubblico e privato. Non è solo il titolo dell’opera prima del cantautore Ugo Mazzei. Ma sono anche i due momenti differenti eppure vicinissimi che si affiancano in armonia per dare inizio ad un viaggio musicale che porta questo musicista finalmente al suo debutto artistico. Quattordici canzoni che spaziano lungo un percorso che dalla poesia balza satira graffiante, per arrivare diretto a quella forma cantautorale pura, tipica di una scuola italo –francese, di cui Mazzei è da sempre grande sostenitore e seguace. L’opera 'Pubblico e privato' apre in questa direzione emblematicamente con un brano come 'Lucciole' sulla salaria che diventa in pochi attimi lo spaccato ironico di un luogo dove la prostituzione diventa contorno e lascia spazio ad una storia d’amore tra ex compagni di scuola a cui la vita ha assegnato ruoli diversi. E così fin dall’inizio tangibile è il segno di quanto la musica porti con sé la forza della trasfigurazione. La cosa succede andando avanti nell’ascolto del disco in tantissimi altri brani: 'Scambi di tango', 'L’aviatore', 'L’aurora di New York', 'L’Italia che se ne va', 'Me a metà'... Ricorrente nei testi di Mazzei, e’ la descrizione di una Roma astratta, senza mai specificarne i luoghi, quasi a costringere l’ascoltatore ad immaginare la notte e respirare un’aria byroniana che offusca la strada e la trasforma in sogno. Ed è così, su questo incedere, che i due momenti che danno il titolo al disco spesso s’incontrano. Quello pubblico, ricco di sonorita’ pungenti, si affaccia davanti al mondo denunciando l’assoluta mancanza di colore, come se la vita attraversasse un periodo di transazione tra il continuo dubbio e la banale certezza. Il momento privato grida esattamente la stessa cosa ma con voce stanca, sperando che la vita resti uguale, piatta, ma con la convinzione di essere vissuta fino in fondo. Ma non è un disco concepito per provare a guarire dal male oscuro. In realta’ e’ soltanto una scaramantica reazione per esorcizzare i momenti pesanti della vita dell’uomo, mettendo in primo piano quella sterile ironia che aiuta ad andare avanti piu’ leggeri. Il disco, prodotto insieme a Luigi Piergiovanni, ci presenta un’artista che quasi impersona le canzoni rendendole brillanti, regalandogli di continuo una nota ironica e romantica, proveniente certo dalla sua origine siciliana intrisa di umori francesi, capace così facendo di mettere ancora una volta a rilievo il lato migliore di una forma cantautorale che non possiamo dimenticare. Anche perchè semplicemente buona parte della musica italiana viene da lì. Da notare infine che nel disco lo accompagnano musicisti come Massimo Pennisi, Derek Wilson, Biagio Martello...che basta poco per ritrovare in alcuni dei dischi più importanti della musica italiana.