La Moresca 2009
Ammore, trivolo, currivo e devozione Felmay
cover of article Género: Ethno, Folk
Tracklist no disponible

WG Image CD CHF 26.90

Notas

Torna a noi LA MORESCA, formazione campana di riconosciuto valore e grande spessore artistico, che si ripresenta all’attenzione del suo pubblico dopo un lungo silenzio discografico. Ammore, trivolo, currivo e devozione (sottotitolo vota la rota de la mia vita… e s’avota la rota n’auta vota) è il titolo della nuova opera, concepita a otto anni distanza dal notevole Senza cchiù terra. Avvalendosi della direzione artistica di Rosario Del Duca, l’ensemble formato da Alfredo Notarloberti (violino), Fabio Roselli (darbouka, djembé, percussioni, zarb), Giovanni Migliaccio (voce, chitarra classica, flamenco e battente, mandolino, basso, bouzouki, tammorre, tamburello, djembé), Paolo Di Giorgio (chitarra classica e battente, oud, mandoloncello), Salvatore Zeno (flauto traverso e dolce, ottavino, ciaramella), Tilde Punzo e Vittorio Acone (voci) ci offrono un ampio sguardo sulla tradizione musicale radicata nella loro regione con opportuni allargamenti mediterranei. L’album, come si evince dal titolo, presenta al suo interno una suddivisione quadripartita, segnata da tre intermezzi. Il primo capitolo è dedicato all’amore, qui rappresentato tanto dall’innamoramento adolescenziale (Ajeri sera virietti roi stelle), quanto da quello materno (La ninna ri la ria), per finire in una satirica Burlata a sfondo sessuale. Segue il paragrafo delle tribolazioni: il lamento della Terra violata, i tentativi di tenere lontano il dolore (sulle note di una Danza arabesca gitana cantata in spagnolo), la disperazione di una donna in carcere (Dint’a a la Vicaria, un brano ottocentesco). Poi è la volta della collera: per la libertà maltrattata e per il tradimento di una bella che si è maritata a un riccone. Una rabbia che si trasforma in odio come esprime bene una libera trascrizione dal sonetto di Cecco Angiolieri S’i’ fosse fuoco. Infine, al termine del viaggio, ecco il ritorno, tra ironia e serietà, al sacro, alla santità e alla saggezza, concetti che LA MORESCA fa rivivere sempre in chiave concreta, popolare e 'democratica', lontano tanto dai riti istituzionali quanto dalle superstizioni. Ammore, trivolo, currivo e devozione è una sorta di concept-album che non si dimentica del passato e allo stesso tempo risulta profondamente calato nella realtà (come testimonia, ad esempio, l’improvvisazione di Marcello Colasurdo in Traditor’) e che sa accompagnare testi sempre pregnanti con un intreccio strumentale sovente vicino alla perfezione.