Fozza Cina - Dalla Pirelli alla moda al calcio, l'Italia sta diventando una colonia cinese? Baldini&Castoldi
cover of article Género: Politica e società

Resumen

Quando vi chiedete del rapporto tra Cina e Unione Europea dovete pensare a un playboy che va da una ragazza e le dice: «sei bellissima» e lei gli crede. Va da un’altra e le dice «hai degli occhi stupendi», e anche lei ci casca. Va dalla terza e la convince con un «hai delle gambe chilometriche». La storia che stiamo per raccontare è simile a questa.

Per Pechino l’Europa tutta è un partner commerciale importante, peccato però che corteggi anche i singoli Stati dell’UE, con cui tiene costantemente rapporti bilaterali.

Diciamoci la verità, l’italiano medio si è accorto che i cinesi stanno diventando padroni a casa nostra quando i due blasoni del calcio milanese e nazionale sono passati in mani cinesi. Ma pochi sanno, tranne gli addetti ai lavori, chi sia Zhang Jindong, il nuovo proprietario dell’Inter, o Yonghong Li, il magnate che ha preso il posto di Berlusconi alla guida del Milan. Sempre in pochi hanno capito se l’acquisto della Pirelli sia un vantaggio per noi o per il colosso statale ChemChina. Eppure negli ultimi anni aziende cinesi hanno comprato lo storico marchio di moto Benelli, o la mitica Krizia, oltre agli oli Berio e Sagra. Per non parlare delle partecipazioni nelle nostre big dell’energia e delle comunicazioni (Terna, Snam e Telecom). Cosa si cela dietro questo shopping? Se ci fosse dietro un disegno geopolitico preciso da parte di Pechino?

«Eravamo abituati a pensare alla Cina come un produttore di beni di bassa qualità. In questo saggio si capisce che non è più così. Una grande occasione per l’Italia o il segno del decadimento del nostro sistema industriale?» Riccardo Iacona
WG Image Libro CHF 27.60

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Datos/Notas

Collana: I Saggi / Formato: Brossura / Pagine: 180