La grande notte VREC
cover of article Style: Folk, Cantautoriale
1.Poteva essere più semplice
2.Figli del grano
3.In cammino
4.Babilonia
5.Ombre del mare (La tempesta perfetta)
6.Palazzo di vetro
7.Castiglioncello
8.Periferia
9.La peste scarlatta
10.Lunga è la notte
11.Chi illumina la grande notte?
12.Jolene

WG Image CD CHF 24.90

Notes

“La grande notte” è l’esordio discografico dello scrittore, autore e chitarrista fiorentino Michele Mingrone. Il chitarrista degli Scaramouche ha realizzato un album con 12 canzoni tra rock, western e folk. Un “cantautorato immaginario” con testi tra il sarcasmo e l’accusa sociale. “La grande notte” è quella che stiamo vivendo ormai da anni, con poche sfumature e qualche raro lampo di luce. Misteri d’Italia mai risolti, gestioni catastrofiche di costanti emergenze, il soffiare mediatico sul fuoco di sempre nuove paure, la superficialità diffusa nei vecchi e nuovi mezzi di propaganda di massa rendono questo periodo storico uno dei più pericolosi per l’umanità. Un concetto ben rappresentato dalla copertina di Valentina Mincolelli e Martina Forni che rappresenta una figura bendata, forse la giustizia, che urla mentre la benda viene colpita da un forte raggio di luce.

Un vero e proprio viaggio sonoro che trova gli apici nei singoli “Figli del grano”, omaggio al racconto di Stephen King, passando per “In cammino” e “Ombre dal mare (la tempesta perfetta)” scritte insieme al compagno di viaggio Michele Lombardi, e la più leggera “Castiglioncello”. L’accusa sociale si ritrova in “Palazzo di vetro”, “Periferia”, “Babilonia”, “La peste scarlatta”. “Lunga è la notte” mette in musica una poesia di Peppino Impastato mentre “Chi illumina la grande notte” è un omaggio al regista Elio Petri, narratore supremo dell’Italia degli anni ‘70. Chiude il disco la ghost track “Jolene” adattamento del celebre brano di Dolly Parton.

«“La grande notte” è un disco che non avevo progettato di fare – racconta l’artista – ma che è uscito di getto, musiche e testi, in pochissimi giorni, come una necessità». La produzione artistica è di Don Antonio Gramentieri mentre hanno partecipato numerosi musicisti tra cui Michele Lombardi (Scaramouche), Elisa Barducci, Caterina Scardillo, Sara Vettori (Auge), Diego Sapignoli (Sacri Cuori), Francesco Fry Moneti (Modena City Ramblers), Fabio Pocci (Phomea).