Exit / Enfer (Vinile) Santeria
cover of article Style: Indie, Musica d'autore
Lato A
1.Black Love
2.Cose che non cambiano
3.(Eravamo) Orfani
4.Il giardino dei salici
5.La stanza

Lato B
1.Guerra fredda
2.Il regno
3.Perdiamoci
4.Fin du monde
5.Il cuore degli sconosciuti

WG Image LP CHF 38.70

Notes

Edizione limitata e numerata (300 copie)

A 3 anni di distanza dal progetto musicale sul poeta “maledetto” toscano Dino Campana che lo ha portato in tour in tutta Italia e anche in Europa – con concerti a Barcellona e Bruxelles – il musicista fiorentino torna con il suo nuovo disco autografo: Exit / Enfer.

Un progetto ambizioso che taglia i ponti con le produzioni passate di Larocca, non fosse altro per il coinvolgimento in fase artistica e produttiva di uno degli artisti internazionali più stimati in Italia: Hugo Race, ex Nick Cave & The Bad Seeds, che con il nostro paese ha un lungo rapporto affettivo e creativo (Afterhours, La Crus, Cesare Basile, Sacri Cuori/Fatalists).

Exit / Enfer (letteralmente Uscita / Inferno, nella doppia origine inglese/francese) è un disco che sin dal titolo esprime una tensione, un dualismo, un sentimento forte dal doppio volto: luce e ombra, amore e odio, vertigini e abissi.

Con un forte impianto di scrittura al contempo autobiografica e visionaria – in una sorta di flusso di coscienza che alterna immagini letterarie ed esperienze personali – Massimiliano Larocca torna con 11 nuove canzoni nelle quali i testi e gli ambienti sonori costruiti assieme a Race si compenetrano a vicenda con un affascinante risultato filmico e notturno.

I temi sono quelli dell'amore nelle sue glorie e nelle sue perdite, della ricerca d'identità individuale e collettiva, dei rapporti umani nelle loro evoluzioni più profonde, che si uniscono ad alcune canzoni scritte come vere e proprie short-stories.

Senza perdere mai uno sguardo d'insieme sugli eventi del mondo contemporaneo e sulle tracce lasciate dal nostro passato e dalla nostra Storia.

Musica acustica, chitarre elettriche, ambient, elettronica, archi e fiati avvolgono la voce profonda di Max Larocca, che in questo disco sembra aver trovato la dimensione vocale che cercava da tempo: quella di un possibile crooner moderno che unisca l'intimità esistenziale di un Luigi Tenco alle zone grigie di Scott Walker o Nick Cave stesso.