Cosmo 2018
Cosmotronic 42Records
cover of article Style: Elettronico, Musica d'autore, Pop
Disco 1
1.Bentornato
2.Turbo
3.Sei la mia città
4.Tutto bene
5.Tristan Zarra
6.L'amore
7.Animali
8.Quando ho incontrato te
9.Ho vinto

Disco 2
1.Ivrea Bangkok
2.Attraverso lo specchio
3.Barbara
4.La notte farà il resto
5.5 antimeridiane
6.Tu non sei tu

WG Image 2 CD USD 36.10

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Notes

Se con “L’ultima festa” Cosmo si era già abbondantemente scrollato di dosso le derive di Battisti e Pannella, il tanto ambito disordine, che Marco Jacopo Bianchi cova fin dall’album d’esordio, ha raggiunto la sua forma più compiuta e felicemente (im)matura con il nuovo, doppio “Cosmotronic”: un disco da dover rigorosamente ballare, sudare, pompare nelle casse, remixare, ancor prima di capire e giudicare.

Non c’è tempo per domandarsi se nelle mani del producer di Ivrea sia stato il Club To Club a fagocitare il pop italiano o viceversa; Di fatto, “Cosmotronic” sa bene come rivolgersi a un pubblico estremamente variegato, che ha punti di riferimento spesso anche molto diversi. Ad ascoltare il binomio di “Turbo/Attraverso lo specchio” verrebbe quasi voglia di isolare le basse ed ascoltarle a volume esagerato, ma anche mettere Jovanotti sui Swedish House Mafia, mentre dall’altra stanza Jamie xx campiona quel capolavoro di Shye Ben Tzur, Jonny Greenwood e The Rajastan Express che è “Junun”. Poi se con “Tristan Zarra” – il pezzo più di pancia e forse proprio per questo il più riuscito del primo disco – vi verrà anche da contaminare Daphni con una leggera spolverata di Gigi D’Agostino non sentitevi in colpa e lasciatevi andare a un liberatorio e italianissimo “polizia polizia / pizzeria pizzeria”.