Crazy Colours (Vinile) Spettro
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Ristampa 2017

Quando si parla di musica per sonorizzazioni prodotta in Italia la città di riferimento è sicuramente Roma, centro nevralgico della produzione cinematografica e televisiva e di conseguenza mecca per editori e musicisti. Non bisogna dimenticare e sottovalutare però quello che succedeva contemporaneamente a Milano, l’altro polo produttivo della musica nel nostro paese che - sebbene più concentrato sulla musica pop e jazz - ha dato un notevole contributo anche al mondo della library. Allo stile romano, più legato alla tradizione classica e orchestrale, i musicisti della scena milanese contrapponevano un approccio più urbano e internazionale, in linea con le produzioni pop del periodo e con qualche licenza strumentale sulle orme del jazz-funk americano. Non un caso, considerato che fra i musicisti più prolifici a livello di library c’è un pugno di strumentisti che negli anni 70 e 80 ha suonato nei dischi di chiunque, da Mina a Fabrizio De André passando per Gaber, Branduardi e Fausto Papetti.

Il quartetto formato dal pianista Oscar Rocchi, dal bassista Gigi Cappellotto, dal batterista Andy Surdi e dal chitarrista Ernesto Verardi è infatti all’origine di molti ottimi album per sonorizzazione dell’epoca d’oro, la maggior parte dei quali realizzati per le tante label delle Edizioni Minstrel. Questo Crazy Colours, pubblicato in origine nel 1979 su etichetta BAM a nome del New Sound Quartet, è una produzione piuttosto ricca per un album di library, con un’intera orchestra a supporto dei quattro e del solista Hugo Heredia, presenza fissa al sassofono e flauto negli album della ditta. Otto brani in cui domina la disco music orchestrale tipica della fine degli anni Settanta, quella con Quincy Jones e Barry White come modelli di riferimento ma già proiettata verso l’era dei sintetizzatori, che affiorano qui e là ancora timidamente a presagire il futuro. A questo impianto Rocchi, Cappellotto, Surdi e Verardi aggiungono la loro personalità di compositori ed esecutori, con l’esperienza nel pop e l’amore per il jazz filtrati attraverso una sensibilità tutta italiana.

(Fonte: Audioglobe)