Musicultura 2016 - XXVII Edizione Musicultura
cover of article Style: Musica d'autore, Pop Compilations
1.Kitchen Machine
Ti ricordi quando c'hanno escluse dalle cheerleaders?
2.Sikitikis
In giro per club
3.Mimosa
Fame d'aria
4.Gianfrancesco Cataldo
Marta
5.Blindur
Foto di classe
6.Francesca Romana Perrotta
Il grido
7.Emanuele Colandrea
Erika
8.Braschi
Acqua e neve
9.Giulia Catuogno
Vivi, c'hai la vita, deficiente!
10.Simone Cicconi
Simone s'è incazzato
11.Luca Tudisca
Guardami adesso
12.Luca Carocci
Le rose e i limoni
13.Flavio Secchi
La cosa più bella
14.Umberto Scataglini
Dirti ti amo (nel tempo)
15.Utveggi
Postumi
16.Pepp-Oh
PEPP-flOHw

WG Image CD CHF 17.20

Notes

Tra le tante idee musicali che popolano questo nostro creativo Paese ne sono nate sedici, secondo noi, ispirate e degne di ogni riguardo. Gli artisti che andranno a percorrere l’avventuroso cammino che porterà otto di loro sul palco dello Sferisterio il 23-24-25 giugno 2016 hanno rivelato ricchezze musicali di cui, in qualche caso, non si sospettava neanche l’esistenza.

L’impegno profuso nella creazione e nell’adattamento dei testi ha contribuito a creare, insieme alle felici linee melodiche e alle coloriture ritmiche, sedici canzoni che hanno spezzato l’equivalenza tra popolare e scadente. Queste canzoni entrano a far parte del patrimonio popolare e possono essere utili, come ogni cosa bella, a rendere più vivibile il nostro vivere. Il criterio usato per arrivare alle sedici canzoni finaliste su circa 1.500 pervenute è quello che vige ormai da sempre nell’analisi che Musicultura opera in base al materiale che riceve. Non vengono esclusi generi di nessun tipo, all’interno di ciascun genere si cerca di scegliere il tentativo più riuscito sia dal punto di vista dell’originalità compositiva che della creatività.

All’interno delle sedici canzoni “sopravvissute” quest’anno troviamo infatti esempi di ottime “ballad” con una attenzione particolare al testo che si cala nella lingua parlata, quotidiana. Uno spazio abbastanza ampio lo conquista la canzone d’autore doc fino ad arrivare ad un rock italico ben elaborato seppur con citazioni d’oltralpe e ad alcune pagine di tradizione pura. Questa “rosa dei venti - o per meglio dire - dei 16” diventa ogni anno più affascinante ed eterogenea.

Piero Cesanelli, direttore artistico di Musicultura