Berve fra le berve SAM Productions
cover of article Style: Jazz, Swing
1.Balena
2.Tempi bigi sur Tamigi
3.Occhiaia
4.Le bizze der vento
5.L'esòtio
6.I gatti der Giari
7.Morirò d'incidente stradale
8.Cervello
9.Quella vòrta in mare ho pianto
10.Ir bäo di sego
11.Nella borsa delle donne
12.La mì nonna
13.Amore mio se un giorno andrò a puttane
14.Oh quella?!
15.Anarfamondo

WG Image CD CHF 21.80

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Notes

'Chi son le berve? Noi, o le berve? Parte tutto da qui. La metafora animale che giustifica le azioni umane. Ci serviamo, in questo disco, della natura per descrivere l’uomo, i suoi conformismi, le sue debolezze le sue aspirazioni. L’idea di questo disco procede anche attraverso la convinzione di poter cogliere la complessità degli impulsi che ci vengono da questo incasinato mondo in cui viviamo. Per questo non è un disco stilisticamente univoco e usa, per uscire allo scoperto, una tavolozza di colori molteplici e mescolati. Come se fosse venuta fuori una parte di noi che faceva capolino ma non riusciva a vedere la luce. Chi son le berve, vi domandiamo.' (Francesco Bottai e Tommaso Novi). Il nuovo album - ben quindici brani inediti scritti e arrangiati da Francesco Bottai e Tommaso Novi – incarna con forza quell'urgenza espressiva che ha sempre caratterizzato attitudini e sonorità della band, un mix di cantautorato carico di autoironia, swing, ritmiche jazz ed un intenso crooning colmo di lirismo e storie popolari. 'Berve fra le berve' è stato registrato presso il Sam Studio di Lari di Mirco Mencacci, in collaborazione con Gabriele Guidi al mixer, e masterizzato allo storico Sterling Sound Studios di New York. In 'Berve fra le berve' il concetto di crudità, inteso nel senso di non cotto, non preparato, corre in sintonia con l'urgenza comunicativa di questo quarto album, in cui qualsiasi stereotipo stilistico lascia il passo ad una rinnovata pasta espressiva composita di più forme e registri. Le storie a tratti tragicomiche dei personaggi e delle situazioni reali che vengono raccontati, alimentano un immaginario di suoni ed odori, che conferma da una parte l'inclinazione popolare della band, dall’altra la raffinatezza degli stilemi adottati. Il bacino espressivo da cui ha attinto la band va dall’impressionismo del ‘900 a Mozart, da Duke Ellington e Thelonious Monk a Nino Rota, a certe forme ormai desuete del cantautorato italiano. E' sufficiente scorrere tra i link dei filmati su Youtube forti di decine di migliaia di visite, per dimostrare la grande adesione di pubblico che i Gatti Mézzi hanno conquistato in questi cinque anni di percorso insieme. Adesione che emerge in dati decisamente significativi, dalla vittoria del Premio Ciampi nel 2007 alle 29.000 copie vendute dei tre precedenti album, ai quasi trecento concerti in tre anni. Un successo sostenuto dall'umanità irriverente delle storie che hanno saputo raccontare, e da un temperamento artistico sempre carico di personalità e appropriatezza espressiva. (Fonte: www.audioglobe.it)