Ultimi bagliori del Moderno - Lavoro, tecnica e movimento nel laboratorio di Potere operaio Ombre Corte
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Overview

Il libro che avete tra le mani – qui riproposto a distanza di anni con una nuova introduzione dell’autore – non parla di un passato da archiviare, da ricordare o da ricostruire. Parla del mondo che ha preso forma negli anni del passaggio di millennio.

Partendo dalle teorie e dalle pratiche del movimento italiano di autonomia operaia, questo libro riafferma l’attualità del metodo conoscitivo di un gruppo di intellettuali attivisti chiamato Potere operaio che fiorì per pochi anni, mentre il Moderno andava esaurendo le sue energie senza esprimere a pieno le sue potenzialità.

Quell’esperienza teorica e militante illumina il punto di congiunzione tra due dinamiche: la dinamica di esaurimento della società moderna, della regola industriale, del lavoro salariato territorializzato, e la dinamica di formazione del caleidoscopio dell’attività digitalizzata connessa in rete, di formazione del cognitariato globale, tecnicamente connesso, altamente informato, ma incapace di solidarietà politica.

“Se negli anni Sessanta il mondo occidentale vive il pieno dispiegamento della sua modernità, gli anni Settanta sono un decennio-cerniera, nel quale la modernità sperimenta i suoi limiti e inizia a scoprirsi incapace di mantenere le sue promesse. L’antagonismo dinamico tra capitalismo e classe operaia ha prodotto le condizioni di un enorme arricchimento, di un enorme potenziamento della capacità produttiva sociale. Ma nella forma moderna della ricchezza è implicita la miseria come condizione costante di stimolo e di insoddisfazione, di competizione e violenza”.
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Details/Notes

Collana: Culture / Pagine: 246