Al di là del bene e del male Adelphi
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Overview

«Questo libro è composto di annotazioni da me fatte durante la nascita di "Così parlò Zarathustra", o – più esattamente – durante gli intermezzi di quella nascita, sia per ristorarmi sia anche per interrogare e giustificare me stesso nel pieno di un’impresa estremamente ardita e densa di responsabilità». Così, in un abbozzo di prefazione per "Al di là del bene e del male", Nietzsche scrive sulla composizione di questa sua opera.

Un filosofo, che sente di non essersi ancora pienamente realizzato come tale, che ha parlato dei Greci, si è espresso come psicologo moralista, storico, è giunto infine all’effusione lirica di "Così parlò Zarathustra", ma vuole anche cimentarsi sul terreno teoretico, mira, forse con un’intenzione sistematica, a legiferare sui princìpi dell’esistenza: è questo il Nietzsche dell’ultimo periodo, che con "Al di là del bene e del male" comincia appunto a manifestarsi. Si può anzi affermare che a un trasparente riaccostamento a Schopenhauer si accompagna in lui un recupero sostanziale, se pure in apparenza sconfessato, della metafisica. Infatti, la costruzione di un sistema della volontà di potenza prende inizio proprio in questo periodo, anche se Nietzsche si mostra tuttora riluttante a condurre un’impresa teoretica, o addirittura metafisica, e preferisce in modo esplicito continuare a condurre le sue micidiali scorribande di nomade negli àmbiti della morale, qui crudelmente dissezionata, della psicologia, della storia e della cultura.
WG Image Libro CHF 26.90

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Details/Notes

Collana: Piccola Biblioteca Adelphi / Pagine: 221 / Traduzione di Ferruccio Masini