No Land's AUAND
cover of article Stil: Jazz
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WG Image CD CHF 25.70

Bemerkungen

Quarto disco da leader per il bassista e compositore Matteo Bortone, ‘No Land’s’ esce 2 anni dopo ‘ClarOscuro’ (CAM Jazz), 5 anni dopo ‘Time Images’ (disco, uscito sempre per Auand che ha portato Bortone alla vittoria nel Top Jazz come Miglior Nuovo Talento Italiano nel 2015) e 7 anni dopo il suo esordio, l’omonimo ‘Travelers’.

La band di quest’ultimo disco nasce dal nucleo originario dei ‘Travelers’, quartetto franco/italiano attivo dal 2008 e con il quale Bortone ha registrato i suoi primi due albums; per questo nuovo progetto, il combo si trasforma in quintetto/sestetto a seguito di una commissione di Enrico Bettinello per i Festival Novara Jazz e Sudtirol Jazz nel 2019.

‘No Land’s’ sviluppa un processo di ricerca sonora attorno a un jazz contemporaneo alimentato da sonorità rock/pop, ambienti psichedelici ed echi di drone music ed elettronica che rivela la sua forza nella ricerca del suono collettivo.

Se già di per sé l’aggiunta del Rhodes espande le possibilità sonore dei Travelers, Bortone giustifica ulteriormente questo cambiamento re-inventandosi come compositore e strumentista, elaborando una scrittura che si evolve anche attraverso l’uso di elettronica e glockenspiel, voci supplementari manipolate da lui stesso e che gli permettono di creare sounds finora inesplorati nella sua discografia da leader; particolarità evidenti in ‘Delta’ o ‘Screens’, tracce che si sviluppano su tappeti elettronici minimalisti. Nella stessa direzione anche ‘Dumps’ o ‘In Aliore Loco’: atmosfere dark, quasi inquietanti nei quali suoni acustici e clip elettroniche coesistono (“In Aliore Loco”) o si sovrappongono (il finale di “Dumps”).

Tuttavia, nella scaletta dei 10 brani che compongono il disco, la varietà di ambienti rappresenta una caratteristica primordiale e non mancano episodi energici con highlight solistici (‘Dougie Jones’, ‘Future/Past’, ‘Ichi Go Ichi E’), pause più introspettive, evocative (‘Dumps’, ‘A Spectral Fairytale’, ’Volverse Lugar’), brani dalla struttura lunga e articolata (‘Shapeshifter’, ‘Ichi Go Ichi E’), miniature brevi (‘Screens’, ‘Delta’).