When Nobody Is Listening Caligola Records
cover of article Stil: Jazz
1.When Nobody Is Listening
2.Heritage
3.Camporovere
4.Simala
5.If I Could, Why Not? (Reprise)
6.How Time Flies
7.Giochi di Luca
8.Same Genes
9.Recitativo

WG Image CD CHF 24.30

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Bemerkungen

Già l’album del debutto, «Javaskara» (2018), aveva favorevolmente colpito gli addetti ai lavori. Non si può parlare quindi di una vera e propria sorpresa ma certamente – Luca Zennaro, nato a Chioggia nel 1997, è ancora studente del Conservatorio di Rovigo – di una straordinaria e precoce maturità. È il disco della conferma «When Nobody Is Listening», forte di un jazz quasi sussurrato, introspettivo, ma capace di accendersi improvvisamente, forte di un’energia che nei giovani appare spesso sopita, come succede nell’avvincente incipit iniziale del brano che gli dà il titolo.

Sono interessanti i raddoppi operati sia nella front line dei fiati – al siciliano Nicola Caminiti, già ammirato in «Javaskara», si aggiunge l’ottimo Jacopo Fagioli – che nell’accompagnamento armonico, con la stimolante ricerca di nuovi equilibri grazie alle sempre diverse combinazioni timbriche offerte da piano e chitarra. Il sestetto del nuovo disco si avvale, rispetto al quartetto del primo, di una sonorità più piena e rotonda, avvolgente, ricca di sempre nuove sfumature.

Non ci si deve far distrarre dalla presenza di due giovani talenti, a loro volta leader, come Michelangelo Scandroglio ed Alessandro Lanzoni. Qui il loro talento viene messo a disposizione del leader e della sua sapiente chitarra, in grado di sussurrare più che di gridare linee melodiche sempre chiare, eloquenti e sincretiche ancorché meditative, come nel breve ma pregnante solo di Heritage.

L’improvvisazione di Zennaro s’intreccia mirabilmente con quella del piano di Lanzoni prima, di tromba e sax poi, in How Time Flies, con un crescendo di tensione che ne fa uno dei brani più riusciti dell’album. Altrettanto sincretica nel suo rimando al tamburiniano Giochi di luci, presente nel vecchio lavoro, è la cantabile Giochi di Luca, mentre il piano di Tangherlini sostiene con efficacia la tromba di Fagioli in Recitativo che, partendo con andamento lento e riflessivo, quasi come un “largo” della musica classica, cresce gradualmente d’intensità, risultando forse la sintesi finale di un lavoro originale e riuscito, che fotografa nel migliore dei modi i passi da gigante compiuti in soli due anni dal giovanissimo chitarrista veneto.