Le frasi non dette Materiali Musicali
cover of article Stil: Musica d'autore
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WG Image CD CHF 19.80

Bemerkungen

Era la fine dei '60 quando con l’amico e compagno di scuola Edoardo De Angelis cominciano a cantare nello storico Folk Studio di Via Garibaldi a Roma. Tra quei brani c'era una ballad country in romanesco intitolata “Lella”. Una storiaccia nera di corna e di morte, che attaccava così: “Te la ricordi Lella, quella ricca / la moje de Proietti er cravattaro”. Fu un successo inaspettato. Apprezzata dai discografici, viene incisa e portata al Cantagiro del 1971 accolta in maniera insperatamente lusinghiera dalla critica (e anche dal pubblico astante); ma, per oscuri motivi bloccata dalla censura radiotelevisiva. Questa è la storia, al netto del fatto che a volte ritornano, e Stelio Gicca Palli, cantautore non canonico, ritorna di più. Come Lella che non è mai morta, anzi, quel brano è diventato un vero e proprio inno transgenerazionale, cantato fino ai giorni nostri, persino allo stadio prima di ogni partita della Roma.

Il disco nuovo di Stelio Gicca-Palli, che a volte ritorna, si intitola "Le frasi non dette" e rintraccia Roma come epicentro delle nuove ballate. Civili con spruzzate di ironia. La Roma-mondo di Piazza della Libertà, assediata da “Turisti un poco affranti (che) si trascinano sul ponte/ ciabattando sotto il sole che non molla la sua presa”. La Roma delle terrazze “più bella che mai” (La meglio birra). La Roma-pretesto e alveo di bilanci esistenziali (Le frasi non dette), e quella anarco-disincantata dei sonetti vernacolari che intercalano le tracce. Quindici in tutto, come spunti di un diario esistenziale, riassunto dal disegno in copertina: Stelio in posa scespiriana. Essere o non essere intrinseci a questo tempo sbandato?