Skrjabin in Jazz  Neuheit  Caligola Records
cover of article Stil: Jazz
1.The Blue Silver Side
2.Languid Violet
3.Klein
4.Golden Steps
5.Scarlet Dream
6.Sonata in Blue
7.Rufus
8.Danzamarina
9.Pervinca
10.Indigo

WG Image CD USD 27.10

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Bemerkungen

A tre anni da «Crazeology» Marcello Tonolo torna a far parlare di sé con un nuovo interessante lavoro basato su una rilettura in chiave jazzistica di dieci opere pianistiche del compositore russo Alexander Skrjabin. Aveva già fatto qualcosa di analogo con l’album «Puccini in Jazz» nel 2013. In quell’occasione il pianista veneto guidava un quartetto con Michele Polga al sax tenore, qui invece metà dei brani sono eseguiti dal solo trio, l’altra metà da un sestetto completato ancora da Polga, da David Boato alla tromba e Federico Pierantoni al trombone.

Spiega nelle note di copertina Tonolo: “Nel 2015, per il centenario della morte di Alexander Skrjabin, mi è stato chiesto di reinterpretarne qualche brano in chiave jazzistica. Dopo una ponderata riflessione sul senso e sui rischi che l’operazione comportava … mi sono messo al lavoro. Ho preso in esame alcuni preludi, studi e sonate scritte per pianoforte dal grande compositore a cavallo fra l’800 ed il ‘900. Doveva essere un progetto limitato ad un paio di pezzi; in realtà la musica di Skrjabin, che non conoscevo in tutte le sue sfaccettature, si è rivelata estremamente stimolante e così, brano dopo brano, sono arrivato a costruire un repertorio sufficientemente ampio da farne un CD.”. Si passa così dalle inattese coloriture monkiane di "Languid Violet" e dal lirismo dolcemente nostalgico di "Indigo", entrambi eseguiti in trio, ai raffinati arrangiamenti per sestetto di "Scarlet Dream" o "Pervinca", contrassegnati dall’inconfondibile tratto stilistico della scrittura orchestrale di Tonolo. I dieci brani si lasciano ascoltare tutti d’un fiato, dall’inizio alla fine, come parti complementari di un’unica suite.

E’ ancora il pianista a precisare: “ Il risultato è così lontano dall’originale da convincermi a firmare a mio nome tutti i brani rielaborati, intitolandoli secondo una mia personale tavolozza dei colori, simile a quella che Skrjabin ideò per il suo noto poema «Prometeo», dove ad ogni colore corrispondeva una tonalità.”