cover of article Stil: Indie, Folk, Rock, Stoner
1.Vinavil
2.Blu
3.Affilate le lame
4.Come il telegiornale
5.Tra noi due
6.Scappa
7.Tre puntini
8.Aurora

WG Image CD CHF 18.20

Bemerkungen

Il nuovo disco dei Luoghi Comuni nasce all'inizio del 2016 con il gruppo ancora impegnato nell’album precedente. I primi brani restano molto legati musicalmente al primo disco non discostandosi dallo stile Folk/Stoner un po' Jack White ma i testi lasciano intravedere quello che sarà: c’è molta insoddisfazione, risentimento, forse per la speranza che “qualcosa” potesse avvenire nell’immediato e invece no. Il gruppo accusa un blocco dal punto di vista compositivo, consapevole di poter, e dover, dare molto di più rispetto al lavoro precedente. Da questo punto di vista, si dimostra provvidenziale la conoscenza di Alessandro Antonacci. Musicalmente, sul piano dell'arrangiamento, cominciano a farsi sentire da una parte l’inevitabile influenza del panorama attuale italiano, dall’altra la riscoperta di uno stile anni ‘70 Beatlesiano (soprattutto di stampo Lennon). Tastiere, synth e piano iniziano a comparire prima nei concerti e poi nella composizione di nuovi brani. Alcuni pezzi resistono, altri vengono scartati e nell’autunno 2016 il lavoro viene registrato, ancora una volta con la produzione artistica di Nicola Baronti.

“Blu” è un album che parla di reazione. Nessun gesto eroico o spettacolare, nessuna rivoluzione con e attraverso la musica. E’ una reazione personale a tante cose che possono accadere. Il disco si apre con "Vinavil", che rappresenta la situazione di quando si è toccato il fondo ma dalla quale c’è la voglia di rialzarsi, quasi in modo rabbioso e istintivo. Rino Gaetano cantava con ironia che, nonostante un paese con tanti problemi, “il cielo è sempre più blu”, oggi anche il cielo perde colore e in questo modo tutti si accorgono che c’è qualcosa che non va. “Questo cielo è sempre meno blu” ma nonostante questo c’è sempre voglia di reagire,nonostante la visione di un mondo fiabesco sia venuta meno. Affilate le lame, preparatevi e prepariamoci. L’oppressore a cui ci si ribella può anche essere un amore passato, che viene combattuto con cinismo, trasformandolo in qualcosa di poco importante, oppure una battaglia con se stessi o, ancora, contro un nemico più forte e numeroso. Come ogni difficoltà viene affrontata in modo diverso, così lo stile musicale cambia da canzone a canzone, prima più duro e stoner poi più rilassato e melodico. I pezzi sono suonati interamente dai Luoghi Comuni e da Nicola Baronti, i testi sono di Leonardo Spampani, Alessandro Antonacci e Claudio Marciano. L’album è dedicato in particolare alle famiglie dei componenti, uniche vere compagne e alleate in questa battaglia di reazione.

(Fonte: Audioglobe)