cover of article Stil: Classico, Contemporaneo
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Commissionato dal Balletto Teatro di Torino, questo lavoro parte dagli essenziali frammenti musicali fiamminghi riprodotti in alcuni dipinti del Caravaggio, per commentare in musica la coreografia di Matteo Levaggi ispirata alle sue opere e alla sua violenta e contrastata esistenza. È stato rappresentato in prima assoluta al Festival Internazionale del Balletto di Genova il 20 Luglio 2004 ed è tuttora riproposto dalla compagnia torinese committente presso le maggiori rassegne di danza in Italia e all’estero. Per questo lavoro Sollima ha fatto ricostruire dal liutaio Walter Cangialosi un violino tenore, strumento pressoché scomparso, presente nei dipinti dell’artista. 'Un master dimenticato per 8 anni... buttato in un angolo tra cianfrusaglie, CD impilati, appunti. Dimenticato anche in una playlist in i-Tunes nel mio Mac... Marta un giorno mi dice: 'guarda papà, Caravaggio!'. Gli diamo un’ascoltata veloce. Penso: 'è pronto, quasi pronto, va rivista qualcosa, aggiunta una voce, tutto il resto è fatto!'. Realizzato a suo tempo per il Balletto di Torino che lo ha portato in giro. Lo avevo del tutto rimosso. Cosa faccio spesso, forse anche intenzionalmente. Adesso - a distanza di 8 anni - non saprei cosa dire su questa musica, non dico nulla, penso ancora ai dipinti 'musicali', al fissare a lungo i dettagli di quei brandelli musicali - parziali, linee di basso o poco altro - maniacalmente riprodotti, composizioni del fiammingo Jacob (o Jakob o Jacques) Arcadelt, penso al suono ombra, alla luce laterale, agli strumenti ibridi delle forme e misure strane, alla sua stessa vita estrema. Marta nel frattempo prende lo spartito di Voi sapete ch’io v’amo, e lo canta'. (Giovanni Sollima)