Trecentomila croci - Banditi e terroristi nell'impero romano New Press
cover of article Genre: Storia

Inhalt

(…) Si comincia con episodi isolati e si prosegue a macchia d'olio: il movimento s'ingrandisce, si espande, si allaccia con altri analoghi. Taluni sono episodi di criminalità comune, ma spesso sono chiari risvolti politici o connessione tra l'una e l'altra forma. Spesso s'intravvedono i mandanti, che non sono quasi mai provenienti da classe umile. Sono rarissimi i casi di esplosione spontanea. Per lo più sono alti maggiorenti a tener le fila, o per raggiungere scopi personali o per attuare chiari programmi politici. Il governo centrale comprime, ma dappertutto c'è scontento, una situazione tesa, facilmente infiammabile. La libertà è stata tolta, ma viene pagato un alto prezzo. Nessun territorio resta tranquillo: si muove l'Italia e si muovono le province, si muovono gli stati cuscinetti dei re clientes. Più si comprime e più esplode la periferia. Apparentemente l'esercito romano impegnato nelle operazioni poliziesche ottiene il risultato finale della repressione: ma a che prezzo? Non solo di grandi sacrifici e spesso autentici massacri, ma soprattutto a costo di distruzioni senza fine. Dopo due secoli di repressione violenta, paesi fertili e popolosi diventano deserti, come la Palestina, paesi ricchi di manodopera come le Gallie si avviano a incredibile depressione economica.

Un po' la crisi di produzione e mancato smercio, un po' l'incapacità di trasformare le attività lucrative, ma soprattutto lo spopolamento prodotto dalle repressioni gettano l'impero in un mare di guai da cui non riuscirà più ad emergere…
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Details/Bemerkungen

Collana: Athenaeum / Formato: Brossura / Pagine: 216